notizie   NOVEMBRE       2013      N° 30      

                                                    

 

 Luglio 2013:

 

CAMPAGNA DI SCAVO ARCHEOMETALLURGICO

ALLE LOPPE IN VALLE DEL MIS

 

Dall’8 al 13 luglio 2013, dopo i saggi effettuati lo scorso anno in località Le Loppe, nell’alta Valle del Mis, ARCA ha organizzato nel sito la prima campagna di scavo vero e proprio; il luogo è ricordato nel tempo come sede di antica attività metallurgica.

Anche quest’anno l’ indagine è stata condotta sotto l’egida della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto e ha avuto come direttore scientifico il nuovo funzionario di zona, la dott.ssa Cinzia Rossignoli; il il coordinamento sul campo dello scavo è stato assegnato al geo-archeologo dott. Luca Rinaldi affiancato dal socio dott. Ivan Minella che ha gestito i rilievi topografici e fotografici.

Sia la campagna di saggi del 2012 che lo scavo del 2013 sono stati realizzati grazie al contributo economico determinante del Consorzio dei Comuni del Bacino Imbrifero Montano del Piave di Belluno; a questo proposito ringraziamo, per il supporto dato al progetto, Bruno Zanvit sindaco di Voltago Agordino e presidente di Vallata del Bim; anche il Comune di Gosaldo, sul cui territorio insiste il sito, ha promesso un contributo per fine anno (questo risulterà essenziale per far quadrare i conti del bilancio del Gruppo).

 Sulla base delle evidenze emerse durante i saggi dello scorso anno, in due occasioni, sono stati definiti il numero delle aree da indagare e la loro localizzazione: nell’ incontro avvenuto in primavera presso il Dipartimento di Geo-scienze di Padova, tra il gruppo del prof. Artioli, la funzionaria della Soprintendenza Rossignoli e Arca, e durante il sopralluogo effettuato alle Loppe dalla stessa funzionaria assieme agli archeologi.  

Lo scavo si è così concentrato sulle zone da noi chiamate l’una, Roggia-est e l’altra, Costa Fusina.

Al termine dei saggi effettuati lo scorso anno, avevamo ipotizzato che nei pressi della prima area, dove era stata esposta una sezione con terre scottate, potesse essere localizzato il forno fusorio;  mentre nella seconda, dove erano emerse due fondamenta poste tra loro ad angolo retto, ci fosse in antico un piccolo edificio legato alle attività dei lavoratori del sito metallurgico. Sia sulla scorta dei dati ricavati dai documenti esistenti, che dall’ analisi C-14 del carbone prelevato nella sezione della Roggia e analizzato a cura del Dipartimento di Geoscienze, era stato individuato, il periodo delle attività metallurgiche compreso tra la seconda metà del 1400 fino alla fine del 1500.

Con la campagna di quest’anno, si intendeva anche verificare, nella zona Costa Fusina, la causa della anomalia positiva individuata precedentemente col geomagnetometro del Dipartimento.   

Al termine della campagna di scavo 2013, in attesa dell’elaborazione scientifica dei dati raccolti, il Gruppo ipotizza che, in zona Roggia, possano essere esistite almeno due aree contigue di arrostimento del minerale di rame, mentre nell’altra zona, nonostante siano emerse consistenti e impreviste strutture murarie, non si dispone ancora dei dati sufficienti ad accertare l’esatto utilizzo; riguardo invece all’ anomalia magnetica, non si è raggiunta la profondità necessaria all’individuazione  della sua origine.

Nel corso degli scavi, durante entrambe le campagne sinora effettuate,  sono stati ritrovati diversi frammenti ceramici ed altri reperti in corso di studio che risulteranno determinanti per la datazione del periodo di attività metallurgica svolta a Le Loppe .

Importante anche in questa  indagine è risultata  la partecipazione di  studenti / laureati  in archeologia dell’ Università di Padova che, dotati di nozioni teoriche, di varie esperienze di scavo e di tanta buona volontà, hanno permesso la riuscita della campagna; eccone i nomi:  Alessandro Mazzariol, Andrea Ziglio, Filippo Favilli e Florencia Cabral.   

Di nuovo, ulteriore e prezioso contributo è stato quello apportato da collaboratori del Dipartimento di Padova, appartenenti al gruppo di ricerca del prof. Gilberto Artioli; si tratta delle due dottoresse Ivana Angelini e Rita Deiana; la prima ha effettuato la campionatura del materiale prelevato dalle diverse unità stratigrafiche della sezione Roggia-est e  l’altra ha eseguito una serie di prospezioni geo-elettriche nella zona Costa Fusina, sui cui risultati riferiremo a tempo debito. 

Anche quest’anno, quindi, ringraziamo il Dipartimento padovano per l’ ulteriore fattivo appoggio dato alla nostra iniziativa.

Auspichiamo che, in un prossimo numero del Notiziario, possa essere proposto il quadro complessivo delle conoscenze acquisite nei due anni di intervento. 

Durante la campagna di quest’anno abbiamo avuto sullo scavo la gradita visita del socio e collaboratore Francesco Laveder, con Lina Zanin, di Chiara De Biasio (e genitori), di Ave Morassi e Moreno Secchiari, e inoltre di Paolo Viel, Ugo Dalla Longa, Carlo Mondini, Piergiorgio Cesco Frare, Nicoletta Barazzuol, Rorato Anna, del sindaco di Taibon Loretta Ben, del sindaco Giocondo Dalle Feste e dell’assessore Omar Rech di Gosaldo.

Il Gruppo ARCA è stato presente con i soci Manlio Monestier, Gabriele Fogliata, Mirella Munaro, Mara Della Vecchia, Enzo Galeone, Manuel Conedera, Graziano Ronchi, Elio Bordignon, e Maurizio Olivotto che ringraziamo sia per il contributo nell’opera di scavo ma soprattutto per la gestione dell’ organizzazione logistica del campo di lavoro.

Non dimentichiamo certo il giornalista Gianni Santomaso, che con il suo articolo sul Corriere delle Alpi ha reso nota la nostra iniziativa e ha soddisfatto le richieste dello sponsor, il BIM-Consorzio di Belluno.

Il Gruppo ARCA     

 

 

 

 

 

 

 

 

Ai piedi di Costa Fusina: al termine dello scavo